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Ora c’è anche l’ufficialità ministeriale: Giuseppe Negrodirettore dell’Accademia di Belle Arti per il triennio2026-2029

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Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha ratificato il risultato definito dal percorso
elettorale di fine settembre e nominato il docente di Decorazione alla guida dell’Istituto. Al
centro del mandato l’apertura al territorio: collaborazioni e “contaminazione del territorio”
per portare gli studenti a contatto con il lavoro e il contesto sociale, urbano ed economico
calabrese.
CATANZARO – Giuseppe Negro è stato nominato dal Ministero dell’Università e della
Ricerca direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro per il triennio accademico 2026-
2029. La ratifica ministeriale segue l’elezione del 29 e 30 settembre, quando Negro,
docente di Decorazione dell’Accademia, era stato eletto al primo turno con il 59,3% dei
voti, e consente alla nuova direzione di avviare formalmente il proprio mandato.
Gratitudine e senso di appartenenza
Nelle prime parole dopo la nomina, il neo direttore ha parlato di emozione e di gratitudine
verso i colleghi che gli hanno accordato la fiducia: «L’emozione di ricoprire questo ruolo è
grandissima: è un’emozione dettata da uno stato di felicità e di gratitudine per chi ha
voluto che io fossi qui. Penso a tutti i miei colleghi, che hanno visto in me la persona più
idonea per rappresentare un’Accademia ricca di storia, un’Accademia che mi appartiene
nel cuore, a 360 gradi, nel mio vissuto prima come studente, oggi come docente e come
direttore».
Negro ha ricordato anche la fase di crescita che l’Istituto sta attraversando, «ricca di
manifestazioni, di cose straordinarie, di progetti internazionali», e ha indicato come
impegno quello di portare avanti «questa eccellenza, che forse è ancora piccola, ma ha
dimostrato negli ultimi anni di saper essere veramente straordinaria».
L’Accademia e il territorio: aprirsi per contaminare
Il primo asse del nuovo mandato è l’apertura verso l’esterno: «Il dialogo con il territorio è
fondamentale, è una delle basi su cui cercherò di lavorare – ha spiegato Negro -. È un
territorio che ha bisogno di vita, di arte, di cultura. Questo luogo può produrre tutto questo
e lo ha dimostrato: è fatto di cose che devono essere aperte e accessibili a tutti. Il territorio
ha necessità di aprirsi all’Accademia, dunque, così come l’Accademia ha necessità del
territorio, perché deve prendere proprio dal territorio quella nutrizione ideale che ci può
portare a crescere sempre di più».
Una visione che il neo direttore riassume in una formula: «Io dico sempre che condividere
significa aprirsi, e aprirsi significa contaminare. Quando parlo di territorio parlo del territorio
regionale, quindi della Calabria: dobbiamo cercare di amplificare tutto questo e di
contaminare qualunque luogo con tutto quello che sappiamo fare: costruire cultura, creare
bellezza, offrire nuovi modi di intersecare arte, luoghi e comunità».
Dalle aule alla città: studenti a contatto con la praticaÈ su questa idea di “contaminazione” che si innesta l’indirizzo che la nuova direzione
intende dare alla formazione: collaborazioni con enti, istituzioni, fondazioni e realtà del
territorio che permettano agli studenti di misurarsi, già durante il percorso di studi, con
contesti reali e con il lavoro di artisti e professionisti del settore. Si tratta di una linea già
tracciata nel programma presentato in sede elettorale, che prevede tavoli di confronto con
enti locali, fondazioni e soggetti privati per attivare spazi espositivi e di dibattito attivo nel
tessuto cittadino, spazi destinati a mostre curate dagli studenti, installazioni site-specific,
allestimenti e performance; una programmazione organica di workshop, talk e laboratori
intensivi affidati ad artisti, curatori, critici e galleristi di rilievo nazionale e internazionale; il
potenziamento di Erasmus+ e della coprogettazione con accademie e università straniere.
Alla base dell’impostazione c’è la consapevolezza che il tessuto sociale ed economico
calabrese, ancor prima di quello artistico, possa maturare l’esigenza di figure professionali
nate nel contesto dell’Accademia. Catanzaro, per esempio, forma allievi non solo nei
percorsi più tradizionali dell’arte, come Pittura, Scultura e Decorazione, ma anche nei
contesti più trasversali e contemporanei, come Regia, Sceneggiatura, Fashion Style e
Gioiello, Didattica dell’Arte, Illustrazione, Graphic Design, Fotografia e Computer Games.

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