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“SIGNOR MARIO” L’UNICA STAZIONE DOVE FAI IL PIENO… ANCHE DI BONTÀ!

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"SIGNOR MARIO" L’UNICA STAZIONE  DOVE FAI IL PIENO...  ANCHE DI BONTÀ!

Incontro con Dario Negro, titolare della stazione di servizio “IP”, dove si trova un coffe bar davvero alternativo. Un posto che unisce qualità e calore umano
     

     Esistono luoghi che sfidano i pregiudizi e le mappe geografiche. Luoghi dove l’odore della benzina lascia spazio al profumo del caffè artigianale e dove una sosta veloce si trasforma in un “pieno di bontà”. 
È la storia di Signor Mario, un coffee bar situato in una stazione di servizio in via Lucrezia della Valle, alla periferia di Catanzaro, che è riuscito nell’impresa titanica di trasformare un punto di passaggio in una destinazione d’eccellenza. 
Nato da un passaggio di testimone generazionale proprio alla vigilia del lockdown del 2020, questo locale è oggi un caso studio di marketing e umanità, capace di scalare le classifiche mondiali di TripAdvisor e di approdare sui palchi dei più importanti festival del settore. 
Abbiamo incontrato il titolare, Dario Negro, che ci ha raccontato come la visione imprenditoriale, unita a un profondo amore per le radici calabresi, possa trasformare un “semplice” panino in un’esperienza indimenticabile.

     Com’è nata l’idea di aprire questo coffee bar?
     L’idea, in realtà, è nata da un passaggio di testimone e da un’evoluzione naturale. Nel tempo abbiamo trasformato il concetto stesso di coffee bar: oggi non siamo “solo caffè”, ma un posto dove fai il pieno… anche di bontà. Quando mio padre, stava per andare in pensione, riunì la famiglia e ci disse con grande sincerità, che non ce la faceva più a portare avanti tutto da solo. Nonostante ci fossero acquirenti pronti ad investire, mi sono fatto avanti io  e ho scelto di prendere in mano l’azienda insieme ai miei fratelli, fondando così la Negro Carburanti srl.
La prima cosa che ho voluto fortemente è stata dare al bar un’identità precisa: non “il bar del distributore” con il nome della compagnia, ma un brand vero, riconoscibile. Così è nato Signor Mario, in omaggio a mio padre: un uomo che per oltre quarant’anni ha gestito questa stazione con sacrificio, presenza costante e un’abnegazione rara. Per noi figli era doveroso dedicargli un luogo che raccontasse il suo modo di lavorare: serio, instancabile, ma soprattutto umano.


     Qual è stata la vostra ispirazione iniziale? Un modello particolare o una passione personale?
     La nostra ispirazione è stata lui, il Signor Mario (lo chiamano tutti così, e anch’io nella vita privata). Mio padre ha sempre fatto questo lavoro, in questa stazione, ed è sempre stato conosciuto per la simpatia e l’accoglienza. 
Io sono partito da lì, e ho costruito il locale intorno a quel valore: far sentire le persone come accolte a casa.


     Il nome del locale ha un significato speciale? Come lo avete scelto
     Scegliere il nome è stato più difficile di quanto sembri, perché volevamo qualcosa che funzionasse anche come brand, quindi memorabile e “nostro”. Dopo tante ricerche, alla fine la scelta più “ovvia” è diventata anche la più giusta: Signor Mario! È un nome che rende omaggio a una grande persona e che, secondo noi, ti dà già un’idea di calore e familiarità.


     Il vostro locale si trova presso una stazione di servizio, in una zona un po’ periferica: è stato un limite all’inizio? Avete avuto difficoltà a farvi conoscere?
     Sì, e il destino ha voluto metterci subito alla prova. Abbiamo inaugurato la mattina del 10 marzo 2020 e la sera viene annunciato il lockdown, dall’allora Presidente Conte! Abbiamo affrontato momenti durissimi, con incassi a zero e persino la malattia di mio padre, che ha tenuto lontane le persone per paura del contagio.  Oltre a questo, la nuova variante della SS106 ha ridotto il traffico di camionisti e turisti. Ma il limite più grande è stato il pregiudizio: molti pensavano “è il bar della benzina” e non lo percepivano come un posto di qualità. Noi ne eravamo consapevoli e per questo ci siamo impegnati il doppio per far sentire ogni cliente a casa. Ed è questo, alla fine, che ci fa scegliere.


     Cosa distingue il vostro locale dagli altri?
     Siamo l’unica stazione in cui puoi lasciare la macchina a fare il pieno… ed entrare a fare il “pieno di bontà”.
Sulla qualità non transigiamo: materie prime selezionate, prodotti freschi, lavorazioni artigianali e soprattutto, quando possiamo, scegliamo fornitori del territorio, al quale siamo molto legati. Abbiamo persino costruito un’idea precisa intorno a questo: uno special “Calabria Edition”, raccontato con un vero e proprio tour nelle aziende calabresi. Non è solo menù, è identità, racconto, appartenenza. (Questo posizionamento “pieno di bontà” è diventato anche un pilastro strategico del brand). L’accoglienza è uno dei vostri punti di forza: quanto conta per voi il rapporto con il cliente?
Conta tutto. Per noi i clienti sono sacri. E non è solo un modo di dire, perchè abbiamo un’attenzione reale, fatta di standard, procedure, cura dei dettagli e soprattutto persone. Lo staff viene formato prima di tutto sull’accoglienza: la tecnica viene dopo. Da noi non si viene assunti solo per competenze. Si viene scelti per il carattere. Perché il sorriso, l’energia e la capacità di far sentire qualcuno “a posto” non si improvvisano.


     Col tempo avete fidelizzato una clientela affezionata: qual è stato il segreto?
     Il segreto è che lo consideriamo un investimento, non una speranza. Destiniamo una parte precisa del budget alla fidelizzazione, e lavoriamo con costanza per far tornare le persone non solo con offerte, ma con esperienze coerenti, attenzione e continuità. Parliamo dei panini, veri protagonisti del menù e molto apprezzati: ci racconta qualcosa sulla scelta degli ingredienti e sulle proposte del menù? Da buon calabrese, non potevo chiamarli semplicemente panini: sono PANINAZZI. Devono essere generosi e genuini. Andiamo personalmente a scegliere gli ingredienti e documentiamo le visite ai fornitori con video molto seguiti. Il cibo per noi non è solo gusto, è storia. Puntare sulla qualità in una proposta apparentemente semplice è fondamentale: chi entra cercando un panino da pochi euro si sbaglia, noi offriamo un’esperienza gastronomica senza compromessi e inoltre, insieme ai grandi classici fissi in menù, in base alle stagioni creiamo uno special dedicato: il “Calabria Edition”.


     Quanto è importante puntare sulla qualità, anche in una proposta apparentemente “semplice” come un panino?
     È fondamentale, proprio perché sembra “semplice”. Il punto è che un panino buono non è banale: è una scelta precisa, e spesso anche coraggiosa. Chi pensa di trovare prezzi e ingredienti “da alimentari” si sbaglia: qui non troverai un prosciutto qualunque da 14 euro al chilo, noi scegliamo eccellenze, come il crudo del salumificio Marvella di Tiriolo, che è una vera eccellenza. Non è questione di “caro” o “economico”: è questione di valore. E il tempo ci ha dato ragione perchè anche la nostra clientela affezionata ha scelto di pensarla come noi: niente compromessi e cibo superlativo.

     Il servizio è rapido ma sempre attento: come si costruisce una squadra efficiente e sorridente?
     Si costruisce da lontano: selezione, colloqui, inserimento, affiancamento con tutor. E poi formazione continua.
Qui il sorriso e l’efficienza non sono un “plus”, sono requisito e se non sei predisposto, non reggi. La formazione poi, è affascinante perché viaggiamo spesso, ma richiede anche studio e disciplina. Diciamo che… i “vagabondi” si eliminano da soli…


     Ci sono state difficoltà all’inizio? Come le avete superate?
     Le difficoltà sono state tante: concorrenza forte, Covid, incassi bassissimi, cambiamenti della viabilità e all’inizio anche poca fiducia da parte dei fornitori (oggi, invece, fanno a gara per collaborare con noi). Io però vedevo già il potenziale. Tuttavia ho reagito con cose semplici ma concrete: obiettivi scritti a breve, medio e lungo termine, e lavoro costante per raggiungerli. Ma non è stato affatto facile: quando ti dedichi così tanto, rischi di perdere pezzi importanti come sonno e tempo per gli affetti. Ma oggi posso dire che sono esattamente dove immaginavo di essere sei anni fa.


     Qual è la soddisfazione più grande ricevuta fino ad oggi?
     Sono diverse, ma una mi ha segnato: l’invito al Food Marketing Festival di Rimini per raccontare la storia di Signor Mario. Parlare davanti a oltre 3000 ristoratori, con la mia famiglia e i miei figli in sala, è stato un momento di orgoglio enorme. Lì ho capito che non stavamo costruendo solo un bar: stavamo costruendo una storia. La nostra storia! 


     Avete già in mente nuovi progetti o novità da proporre alla clientela?
     Sì, e sono progetti molto concreti. Il primo è il Pit Stop Lunch: una pausa pranzo veloce con paninazzo, bibita, dolce e caffè a prezzo fisso. Poi c’è l’Ora Calabra, il nostro nuovo format aperitivo con eccellenze calabresi: salumi e formaggi (acquistabili anche sottovuoto), polpette della nonna, arancini alla ’nduja, patate e pipareddi, salsiccia… e persino sua maestà il morzello. E infine, senza svelare troppo, stiamo preparando una membership per premiare i clienti migliori con ancora più esclusività, tramite un’app che sarà presto disponibile negli store.


     Come vivete la concorrenza nel settore?
     Guai se non ci fosse. La concorrenza ti tiene sveglio, ti stimola, ti obbliga a migliorare. E io rispetto profondamente chi investe, chi rischia e chi crea lavoro sul territorio.


     Qual è la vostra idea di “successo” per un locale come il vostro?
     Per me il vero successo è quando i collaboratori dicono con orgoglio: “Io lavoro da Signor Mario”. Non c’è niente di più gratificante che avere attorno persone di valore, che sposano la tua visione e si fidano di te. Se il team cresce, cresce tutto.


     Avete mai pensato di trasferire il locale in una zona più centrale o più vicina al mare, magari per attrarre un nuovo pubblico?
     Da imprenditore guardo sempre scenari nuovi e opportunità commerciali, quindi la curiosità c’è. 
Però oggi il trasferimento non è un’idea che sto considerando. La zona marina mi affascina, questo sì… ma al momento la mia energia è tutta qui. 

     C’è nei vostri progetti l’idea di aprire un secondo punto vendita e, se sì, dove vi piacerebbe farlo?
     Al momento no. Sono molto concentrato sull’unico locale che abbiamo, anche perché tra carburanti, officina di primo soccorso, tabacchi e Signor Mario… non saprei davvero come fare!  


     Cosa vorreste che il cliente portasse con sé dopo una pausa nel vostro bar?
     Il buonumore. Il team è stato ribattezzato “il più pazzo di Catanzaro” perché qui l’allegria è sovrana, proprio come comanda il Signor Mario. Se esci con un sorriso, per noi abbiamo vinto.


     Un messaggio a chi ancora non vi ha mai provati?
     Venite senza pregiudizi. Entrate, provate, vivete l’esperienza. E se qualcosa non va come dovrebbe, abbiamo una garanzia semplice e rara: se un prodotto non vi piace o non soddisfa le aspettative, non lo pagate. È gratis. 
E poi c’è una cosa che ci rende ancora più fieri: non siamo noi ad autocelebrarci, a parlare sono soprattutto i clienti, con le loro testimonianze, e grazie alle recensioni siamo arrivati a essere tra i primi a Catanzaro su Tripadvisor per la nostra categoria. In più, abbiamo ottenuto il riconoscimento Travellers’ Choice, che indica l’ingresso nel 10% delle attività più apprezzate al mondo su Tripadvisor. Anno dopo anno cerchiamo di non “difendere” quello che abbiamo costruito, ma di alzare l’asticella: migliorare, crescere e raggiungere traguardi sempre nuovi.

     L’incontro con Dario Negro, il titolare di Signor Mario, ci lascia con una certezza: l’eccellenza non è una questione di posizione geografica, ma di visione. In un mondo che corre veloce, fermarsi in questa stazione di servizio significa riscoprire il valore del tempo, del sorriso e dei sapori autentici di una Calabria che non accetta compromessi sulla qualità. Se il buongiorno si vede dal mattino, qui il “pieno di buonumore” è garantito, dimostrando che anche dietro una pompa di benzina può nascondersi un cuore che batte forte per il territorio e per le persone.

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