CONFPROFESSIONI CALABRIA: ILMANIFESTO PER L’ITALIA DEL 2032 ÈUNA SFIDA PER IL FUTURO DELLELIBERE PROFESSIONI

Il presidente Pietro Marino: «La Calabria deve
essere protagonista di una nuova stagione di
valorizzazione del lavoro professionale, delle
competenze e delle pari opportunità».
CATANZARO, 23 ottobre 2026 – Confprofessioni
Calabria accoglie con grande interesse il
Manifesto programmatico presentato da
Confprofessioni nazionale in occasione del
Congresso per il sessantesimo anniversario della
Confederazione, un documento che individua sei
impegni strategici per il futuro delle libere
professioni e per lo sviluppo del Paese, con uno
sguardo rivolto al 2032.
Innovazione, equo compenso, rappresentanza
istituzionale, equità fiscale, welfare e pari
opportunità: sono questi i sei pilastri attraverso i
quali Confprofessioni intende riaffermare il ruolo
dei liberi professionisti come componente
essenziale del sistema economico e sociale
italiano.
Un progetto che trova particolare significato in
Calabria, dove i professionisti rappresentano una
risorsa fondamentale per sostenere le imprese,
accompagnare i processi di innovazione, favorire
la crescita dei territori e contribuire al
miglioramento dei servizi destinati ai cittadini.
«Il Manifesto presentato dal presidente nazionale
Marco Natali – dichiara Pietro Marino, presidente
di Confprofessioni Calabria – rappresenta molto
più di un documento programmatico: è
un’assunzione di responsabilità nei confronti del
Paese e delle future generazioni. La Costituzione
ci indica la strada per costruire un sistema
fondato sulla dignità del lavoro, sull’uguaglianza
delle opportunità e sulla valorizzazione delle
competenze. È nostro compito tradurre questi
principi in azioni concrete, capaci di incidere
realmente sulla vita dei professionisti e sullo
sviluppo delle comunità».
Per Confprofessioni Calabria, la sfida del 2032
deve partire dalla consapevolezza che il lavoro
professionale non costituisce soltanto una
componente del sistema produttivo, ma
rappresenta un patrimonio di conoscenze,
responsabilità e competenze indispensabile per
accompagnare le trasformazioni economiche,
sociali e tecnologiche.
Particolare attenzione merita il tema dell’equo
compenso, che deve tradursi in una tutela
effettiva del valore della prestazione
professionale, anche nei rapporti con la Pubblica
Amministrazione. Non può esistere una
professione realmente libera e indipendente se il
lavoro intellettuale viene sottovalutato o se la
qualità delle prestazioni viene sacrificata alla
logica del massimo ribasso.
Altrettanto centrale è la necessità di governare
l’intelligenza artificiale senza rinunciare alla
centralità della persona, garantendo che
l’innovazione tecnologica diventi uno strumento
di crescita e non un fattore di impoverimento del
lavoro intellettuale. Occorre, inoltre, assicurare
maggiore equità fiscale, semplificare gli
adempimenti, rafforzare le tutele sociali e creare
condizioni concrete affinché i giovani possano
accedere alle professioni senza essere penalizzati
dalla mancanza di risorse economiche o di
adeguate opportunità.
«In Calabria – prosegue Marino – queste questioni
assumono un valore ancora più significativo.
Dobbiamo creare le condizioni affinché i giovani
professionisti possano costruire qui il proprio
futuro, affinché le donne possano sviluppare
pienamente le proprie competenze e affinché gli
studi professionali siano messi nelle condizioni di
innovare, crescere e contribuire alla competitività
del territorio. Non possiamo accettare che il
talento e la preparazione dei nostri giovani
diventino un patrimonio destinato a essere
valorizzato altrove».
Il presidente di Confprofessioni Calabria
sottolinea inoltre l’importanza del principio di
sussidiarietà, affinché le competenze dei
professionisti possano essere riconosciute e
valorizzate anche nella collaborazione con le
istituzioni pubbliche, contribuendo alla
semplificazione amministrativa, alla qualità dei
servizi e a un rapporto più efficace tra cittadini,
imprese e Stato.
«Il nostro impegno – conclude Marino – sarà
quello di accompagnare questa visione nazionale
con un lavoro concreto sul territorio, favorendo il
dialogo con le istituzioni regionali, il sistema
produttivo e le rappresentanze delle professioni. Il
futuro della Calabria passa anche dalla capacità di
riconoscere il valore di chi, ogni giorno, mette
conoscenze, responsabilità e professionalità al
servizio della collettività.
Il Manifesto per l’Italia del 2032 ci consegna una
prospettiva chiara: costruire un Paese nel quale il
lavoro professionale sia riconosciuto, tutelato e
valorizzato. Confprofessioni Calabria intende fare
la propria parte affinché questa prospettiva diventi
una realtà concreta anche nella nostra regione».
Confprofessioni Calabria

































