DRAGAGGIO PORTO DI CATANZARO, L’ASSESSORE SQUILLACE CONOSCE L’ITER BUROCRATICO? MA È DEL MESTIERE?
Ho atteso qualche giorno prima di intervenire, anche per la simpatia che nutro nei confronti della mia amica e collega Igea Caviano, alla quale mi lega un sincero rapporto di affetto e amicizia sul piano personale, pur essendo politicamente diametralmente opposti.
Mi sarei aspettato una sua controreplica dopo la risposta puntuale della Regione, attraverso l’on. Polimeni, ai dubbi sollevati dall’amica Caviano. Soprattutto perché, proprio in quella ricostruzione, vengono indicate responsabilità e scadenze in capo all’Amministrazione comunale, sulle quali sarebbe doveroso fare chiarezza.
Evidentemente, qualcuno ha confuso la mia presunta «non conoscenza» dell’iter burocratico con la propria incapacità politica di affrontare i problemi e con la costante volontà di scaricare le responsabilità sugli altri. Un vero e proprio mantra di questa Amministrazione e, in particolare, dell’assessore ai Lavori pubblici.
Il punto, invece, è molto semplice: amministrare significa risolvere i problemi, non cercare continuamente colpevoli altrove.
Mentre l’assessore Squillace si dedica a interventi di ordinaria amministrazione — riparazione di fontanelle, lucchetti ai cancelli, pulizia dei tombini, il tutto rigorosamente accompagnato da selfie —, utili soprattutto alla visibilità personale, i pescatori e le imprese del porto aspettano da gennaio il dragaggio.
E allora, una domanda è inevitabile: se la Regione ha messo a disposizione 200 mila euro già da luglio e ha indicato nell’8 settembre una scadenza importante, perché, a metà ottobre, i lavori non sono ancora iniziati?
È proprio questo il nodo della questione. Non le polemiche, non gli alibi e nemmeno i tentativi di spostare l’attenzione altrove. I cittadini hanno diritto di sapere che cosa sia accaduto, quali siano le eventuali responsabilità e, soprattutto, quando partiranno finalmente i lavori.
L’assessore Squillace smetta, dunque, di cercare alibi: chiarisca la situazione, si assuma le proprie responsabilità e chieda scusa a chi, da mesi, attende risposte concrete. Ai cittadini, ai pescatori e alle piccole imprese che vivono dell’attività portuale deve dire una cosa semplice: quando inizieranno i lavori?
Catanzaro ha bisogno di un’Amministrazione capace di programmare, reperire risorse e trasformarle in risultati. Non di una politica fatta di annunci, passerelle e scaricabarile.
Se la città capoluogo è stata ridotta alla Cenerentola della Calabria, è legittimo chiedersi chi abbia le responsabilità di questo declino. Perché le responsabilità politiche esistono e qualcuno deve assumersi il dovere di risponderne.
Il porto aspetta risposte. I pescatori aspettano i lavori. E la città non può più aspettare all’infinito. Sergio Costanzo Consigliere Comunale




































