RARA AVIS CHIUDE AL MArRC: A REGGIO CALABRIA SI CONCLUDE UNA NUOVA TAPPA DELLA RICERCA ARTISTICA DI ANTONIO AFFIDATO
Al Museo Archeologico Nazionale le nove sculture hanno incontrato il pubblico in Piazza Paolo Orsi, a pochi
passi dai Bronzi di Riace
REGGIO CALABRIA – Si è conclusa il 18 settembre, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
(MArRC), la mostra Rara Avis – Ritratti in bronzo dalla Magna Grecia al contemporaneo, curata da Daniele
Castrizio e dedicata alla ricerca di Antonio Affidato sul rapporto tra mito, memoria dell’antico e scultura
contemporanea. Inaugurata il 31 agosto, l’esposizione ha riportato nella città dello Stretto una ricerca nata
proprio a Reggio Calabria e sviluppatasi negli anni attraverso differenti esperienze espositive e di
approfondimento. Le nove opere dedicate ad Alcmeone, Hera, Pitagora, Eracle, Serse, Medusa, Phayllos,
Gea e Milone sono state collocate in Piazza Paolo Orsi, all’interno del Museo, in prossimità della sala che
custodisce i Bronzi di Riace. Una collocazione che ha assunto un significato particolare, ponendo le opere
contemporanee di Affidato in relazione diretta con alcune delle più alte testimonianze della bronzistica
antica custodite dal Museo. Non una sovrapposizione tra passato e presente, ma un confronto tra differenti
modi di interrogare la figura umana attraverso una materia – il bronzo – che attraversa i secoli e continua a
conservare intatta la propria forza espressiva. Durante le settimane di apertura, Rara Avis ha incontrato un
significativo interesse da parte del pubblico, inserendosi inoltre in un periodo di particolare partecipazione
per la città. I giorni conclusivi dell’esposizione hanno coinciso infatti con le Festività Mariane in onore di
Santa Maria Madre della Consolazione, principale ricorrenza religiosa e civile reggina, che ha richiamato nel
centro cittadino un intenso flusso di visitatori. La tappa del MArRC si inserisce in un itinerario che ha visto la
ricerca prendere forma a Reggio Calabria, ampliarsi con la successiva esposizione al Museo Archeologico
Nazionale di Crotone e proseguire al MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto, sviluppando di
volta in volta nuove possibilità di confronto con le collezioni e con i contesti archeologici che hanno accolto
le opere. Al centro di Rara Avis vi è la volontà di rileggere attraverso il bronzo figure appartenenti alla
storia, al mito e alla cultura della Magna Grecia. Divinità, filosofi, eroi, atleti e personaggi storici
compongono un insieme nel quale la ricerca sulla fisionomia e sulla materia si accompagna allo studio delle
fonti e dell’iconografia. Nelle opere di Affidato il bronzo non rappresenta soltanto un richiamo alla grande
tradizione scultorea antica, ma diviene il tramite attraverso cui il passato torna a interrogare il presente. I
volti di Eracle, Medusa, Pitagora e degli altri protagonisti non intendono riproporre un’iconografia
codificata, ma ne offrono una rilettura fisionomica e introspettiva, restituendo a figure consegnate alla
storia e al mito una presenza profondamente umana. È proprio in questa relazione che assume particolare
significato la vicinanza ai Bronzi di Riace: non un semplice accostamento fisico tra opere antiche e
contemporanee, ma un dialogo attraverso il tempo sul volto, sul corpo, sull’identità e sulla possibilità della
scultura di rendere presente ciò che appartiene alla memoria. Con la conclusione della mostra al MArRC,
Rara Avis aggiunge così un nuovo capitolo al proprio percorso. Per Antonio Affidato, l’esperienza reggina
rappresenta non soltanto un importante momento di confronto con una delle principali istituzioni
archeologiche italiane e con il suo pubblico, ma anche una tappa di maturazione personale e artistica
all’interno di una ricerca ancora aperta, nella quale il passato non è inteso come qualcosa di concluso, ma
come una presenza capace di trasformarsi, riemergere e continuare a parlare al contemporaneo.




































