BEVACQUA: RENDERE IL CIMITERO IL LUOGO PIÙ BELLO DELLA CITTÀ.
Una grande Catanzaro, non quella che la politica ha tanto immaginato, sognato, inseguito, promesso, se ci pensate un po’, esiste già, ed è a due passi da noi. È vero, è un’urbe che occupa poco territorio ma ha in sé una metropoli (dal greco metròpolis: μήτηρ = madre, πόλις = città, “città madre”). La nostra città madre! Le tante Catanzaro che negli anni, nei secoli, hanno ceduto il proprio passo terreno stanno li, una accanto all’altra, dove trisavoli, bisnonni, nonni, genitori e figli oggi riposano in comune. Mi riferisco a quella città di cui spesso parla accoratamente Mons. Andrea Perrelli negli appelli contro l’incuria e il degrado che purtroppo oggi l’avvolge. È il paradosso della grande Catanzaro ospitata dalla piccola Catanzaro. È il Cimitero Monumentale di Via Paglia che ospita le tante umane comunità che ci hanno preceduti e che ahimè gli uomini di oggi, cui il tempo ne ha affidato la conservazione e la cura, stanno dimostrando il proprio fallimento. Senza voler scomodare le ragioni religiose né le motivazioni culturali che impongono il rispetto di luoghi come i cimiteri, mi appello anch’io al senso di responsabilità, ma anche agli obblighi, dovuti nella gestione di questo luogo sacro, che non si debba oltretutto dire che i contemporanei non siano stati all’altezza dei propri ascendenti. Mi aspetterei, così, uno scatto di orgoglio finalizzato a rendere quel posto il luogo più bello della Città.




































