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RICCIO A CARPANZANO: “SE IL PRIDE È UNA FESTA POLITICA PERCHÉ CHIEDERE I SOLDI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE DEL COMUNE?”

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Finora la due giorni “road to pride”, finanziata dal Comune di Catanzaro con i soldi della pubblica istruzione, sarà ricordata per due cose. La prima è l’assenza del sindaco Fiorita. La seconda è legata alle dichiarazioni del presidente di Arci Equa. Carpanzano, nel  sottolineare la solennità del momento storico che sta vivendo  la città di Catanzaro con l’organizzazione del pride, è andato oltre, lasciandosi sfuggire, come leggiamo da dettagliati resoconti della stampa,  che “il pride è una festa politica”.

Bene, ed allora se il pride è una festa politica ci potrebbe spiegare il presidente Carpanzano perché deve essere finanziata con soldi pubblici del Comune e, addirittura, dal capitolo dell’istruzione? E perché per organizzare una festa politica si utilizzano strutture comunali e centri sociali che dovrebbero essere al servizio esclusivo dei cittadini e del quartiere senza connotazioni ideologiche di sorta?

Se da una parte riconosciamo al presidente Carpanzano l’onestà intellettuale nel rivendicare la finalità politica del pride, dall’altra non possiamo che sottolineare, ancora una volta (questa era la contestazione che sin da subito abbiamo mosso al sindaco Fiorita) che il Comune ha adottato un atto amministratore, una delibera di Giunta, secondo noi illegittima perché finanziata un evento politico o, comunque, sommamente inopportuna. Altro che diritti civili, da noi mai messi in discussione. Ma la gestione di risorse pubbliche assolutamente censurabile.

Chiediamo pertanto al sindaco Fiorita, come fatto anche da parti della sua maggioranza, di annullare la delibera evitando il nostro ricorso a S.E. il Prefetto ed agli organi giurisdizionali. La ‘maschera’ del pride è stata tolta.

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