«Non chiamatelo amore»: all’Università Magna Græcia di Catanzaro una giornata di studio e sensibilizzazione sulla violenza di genere

«Ascoltare. Credere. Intervenire.» Con questo triplice imperativo si è svolto, nel pomeriggio di lunedì 26 ottobre 2026, l’incontro di sensibilizzazione e approfondimento intitolato «Non chiamatelo amore». L’iniziativa, ospitata dalle 15:00 alle 18:00 presso la storica Aula Falcone-Borsellino del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia (DiGES) dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, ha registrato una numerosa e partecipata presenza di studenti, docenti ed esperti del settore.
L’evento è stato promosso e organizzato dalla Pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace in stretta collaborazione con la realtà criminologica «Verità Criminale», ponendosi l’obiettivo prioritario di offrire una risposta concreta, culturale e scientifica al piaga della violenza sulle donne e di genere.
Un approccio multidisciplinare: cultura, società e diritto
Il fenomeno della violenza di genere è stato scandagliato a 360 gradi, intrecciando i profili relazionali, culturali, sociali e giuridici. A modulare i ritmi dell’incontro è stata la moderazione della giornalista Dott.ssa Donatella Soluri, che ha introdotto i lavori richiamando l’importanza di fare rete tra istituzioni accademiche, associazionismo e comunità ecclesiale.
L’avvio dell’evento è stato segnato dai saluti istituzionali dei vertici accademici ed ecclesiali:
Il Prof. Giovanni Cuda, Magnifico Rettore dell’Università Magna Græcia;
La Prof.ssa Aquila Villella, Direttrice del Dipartimento DiGES;
Don Roberto Corapi, Direttore della Pastorale Universitaria, cappellano dell’ateneo, parroco di Amaroni e rettore della Chiesa di San Luca, il quale ha sottolineato il valore dell’accoglienza e dell’ascolto delle vittime all’interno del contesto sociale ed ecclesiale.
Le voci del dibattito e i contributi specialistici
Tanti e qualificati gli interventi che si sono susseguiti nel corso del pomeriggio, offrendo spunti di riflessione sociologici, criminologici e legali. Tra i docenti ed esperti che hanno preso la parola figurano la Prof.ssa Annarita Trotta, il Prof. Alberto Scerbo, la Prof.ssa Sabrina Garofalo, la Prof.ssa Valeria Saladino e il Prof. Vincenzo Tigano.
Di particolare rilievo anche i contributi operativi e del terzo settore forniti da:
Avv. Arturo Bova, avvocato penalista, che ha tracciato il quadro delle tutele giudiziarie;
Dott. Damiano Carchedi, criminologo e fondatore di «Verità Criminale», focalizzato sui profili di prevenzione ed analisi criminologica;
Dott.ssa Catia Acquesta, presidente dell’associazione «Alleati con te», giornalista e scrittrice;
Dott.ssa Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, attiva da anni sul territorio nella tutela e nel supporto psicologico ed emotivo alle vittime.
Ampio spazio è stato riservato anche alla voce delle nuove generazioni e della popolazione studentesca: l’intervento dello studente UMG Claudio Maria Ciacci ha offerto un’accurata analisi analitica sui quadri normativi attuali e sui meccanismi di prevenzione penale legati ai reati di violenza.
Impegno e formazione universitaria
L’incontro non ha rappresentato soltanto un momento di dibattito teorico, ma anche un passo concreto nella formazione dei futuri professionisti del diritto e della società. Ai giovani studenti del DiGES presenti è stato infatti riconosciuto l’accredito di 0,5 CFU, a testimonianza del valore formativo ed etico che l’Ateneo attribuisce alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di violenza.
L’evento si è concluso con l’auspicio condiviso di proseguire lungo questo solco, affinché le aule universitarie continuino a essere luoghi primari di tutela della dignità umana, di crescita critica e di educazione alla riscoperta delle relazioni sane.

































