Applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di tre anni nei confronti di un trentatreenne italiano, residente a Catanzaro e gravato da numerosi precedenti penali

Nei giorni scorsi, il Tribunale di Catanzaro ha disposto l’applicazione della misura di
prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno
per la durata di tre anni nei confronti di un trentatreenne italiano, residente a Catanzaro e
gravato da numerosi precedenti penali.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’accoglimento della proposta congiunta
formulata dal Procuratore della Repubblica e dal Questore di Catanzaro.
L’adozione della misura scaturisce dall’attività istruttoria condotta dalla Sezione Misure
di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine della Questura, che ha delineato la
pericolosità sociale attuale del proposto, indiziato del reato di associazione di tipo
mafioso (art. 416-bis c.p.) e rientrante nelle fattispecie di cui all’art. 4, comma 1, lett. a)
e c), del d.lgs. 159/201.
Dalle risultanze analizzate dall’Autorità Giudiziaria emerge la presunta appartenenza
dell’uomo alla cosca dei Gaglianesi, articolazione della criminalità organizzata operante
nel capoluogo calabrese.
Nell’ambito di tale presunta contiguità, il soggetto si sarebbe avvalso di modalità
intimidatorie riconducibili al metodo mafioso, rendendosi responsabile di condotte di
particolare gravità in materia di detenzione illegale di armi comuni da sparo; detenzione
ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate e violenza privata aggravata,
sequestro di persona e rapina aggravata.
Il profilo penale del proposto registra due condanne passate in giudicato: nel dicembre
2013, una condanna definitiva a 3 anni e 4 mesi di reclusione per reati in materia di armi
e stupefacenti; nell’anno 2021 una condanna definitiva a 1 anno e 4 mesi di reclusione
per detenzione ai fini di spaccio di marijuana in concorso con altre 23 persone,
nell’ambito di una rete di approvvigionamento e spaccio attiva sul territorio regionale.
Tali elementi confermano, secondo la ricostruzione degli organi inquirenti, una costante
vicinanza ai principali contesti criminali locali.
La misura della sorveglianza speciale comporta l’assoggettamento del destinatario a un
regime di stretta vigilanza della Polizia di Stato per un periodo di tre anni.
Tra le prescrizioni e i divieti disposti dal Tribunale figurano l’obbligo di soggiorno nel
Comune di residenza, l’obbligo di presentazione tre volte alla settimana all’Autorità di
pubblica sicurezza, il divieto di associarsi abitualmente a persone condannate o
sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza, il divieto assoluto di detenere o
portare armi, l’obbligo di permanenza in casa negli orari serali e notturni prescritti.

































