PRESIDENTE OCCHIUTO, MA SENZA BUONI RAPPRESENTANTI COME AVREBBE POTUTO VINCERE A CATANZARO?

Presidente Occhiuto, ci permettiamo una domanda, con il rispetto dovuto al ruolo istituzionale che ricopre, ma anche con la franchezza che la politica richiede: se a Catanzaro non ci fossero stati rappresentanti politici capaci di interpretare il territorio, costruire consenso e sostenere il suo progetto, come avrebbe fatto a vincere nel capoluogo di regione?
Leggiamo con interesse le sue parole sulla mancanza, in passato, di rappresentanti politici in grado di raccontare l’impegno profuso per Catanzaro. Ma proprio questa affermazione merita una riflessione: i risultati politici non si costruiscono nel vuoto, né il consenso nasce per caso. Dietro ogni risultato elettorale ci sono persone, relazioni, presenza sul territorio, lavoro politico e capacità di farsi interpreti delle istanze della comunità.
Sarebbe dunque ingeneroso non riconoscere il contributo di chi, a Catanzaro, ha lavorato per consolidare il rapporto con i cittadini e sostenere un percorso politico che ha trovato nel capoluogo una parte importante del proprio consenso.
Naturalmente, il merito dell’azione di governo va riconosciuto a chi l’ha realizzata. Ma altrettanto doveroso è riconoscere il ruolo di chi ha saputo comunicarla, sostenerla e renderla credibile sul territorio.
La politica è fatta di leadership, ma anche di una classe dirigente che quella leadership la accompagna e la rende concreta. E quando si parla di Catanzaro, questo principio non può valere soltanto per i risultati amministrativi, ma deve valere anche per quelli elettorali.
Presidente, dunque, una domanda resta: se oggi è possibile rivendicare il lavoro svolto per il capoluogo, non è giusto riconoscere anche a chi ha rappresentato politicamente questa città una parte del merito del risultato raggiunto?
Perché i risultati si possono rivendicare individualmente, ma le vittorie politiche, quelle vere, sono sempre il frutto di un lavoro collettivo.

































