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Il movimento "Catanzaro punto di Svolta" ha avviato la raccolta delle adesioni ai tavoli tematici, finalizzata ad elaborare, nei prossimi mesi, le linee programmatiche per il futuro della città . I tavoli tematici (per il momento) sono 14, distribuiti tra i  diversi settori e ambiti di lavoro.
Mentre il percorso organizzativo si consolida, l'obiettivo del movimento è di trarre le prime conclusioni sulle tante criticità (dallo  spopolamento del centro storico alle condizioni disagiate delle periferie, dalle difficoltà del sistema sociosanitario alle carenze infrastrutturali, fino alle fragilità economiche e sociali di tanti nuclei familiari) al termine della stagione estiva.
“È assodato -  afferma Francesco Pitaro - che mentre la difficoltà del centro storico, più volte segnalata dagli operatori economici,
si inserisce nel quadro di problematiche più generali che hanno la necessità di interventi su cultura, università , riqualificazione urbana, trasporti, politiche di ripopolamento residenziale e recupero degli immobili sfitti, nonché l’attivazione di un sistema stabile di promozione del turismo storico, archeologico ed enogastronomico, l'ultima cosa di cui c'è bisogno è la competizione centro-quartieri.
La città è una e si salva, arrestandone il declino, se ogni sua parte è messa in relazione con il tutto, fornendo dei servizi basilari, avendone cura e mettendone a valore le peculiarità ".
Il movimento, inoltre, avendo intenzione di avviare incontri specifici in ogni quartiere della città , sta programmando, dopo l'affollata iniziativa pubblica del 23 giugno, una grande manifestazione (la data è ancora da definirsi) intitolata "Focus sul mare/10 idee per il quartiere marinaro".
"Tutto ciò - ha concluso Francesco Pitaro - nell’ottica di una pianificazione dello sviluppo della città che deve puntare non ad alzare muri di pregiudizi tra le diverse realtà , ma a risolvere i problemi vecchi e nuovi e, soprattutto, ad irrobustire la coesione sociale e intergenerazionale, puntando sulle identità valoriali che ci rendono una comunità non chiusa e rassegnata, ma resiliente, dinamica, generosa e solidale".




