
di DOMENICO COSTA
Negli ultimi giorni, a seguito della presentazione delle dimissioni presso uno studio notarile di 14 consiglieri comunali appartenenti all’area di centrodestra e di Azione, sonno apparse diverse note stampa che esprimono forte preoccupazione per un eventuale scioglimento del consiglio comunale di Catanzaro.
Le principali criticità sollevate riguardano, da un lato, i lavori pubblici programmati in Città, in particolare le procedure di affidamento e le gare già avviate e, dall’altro, le imminenti elezioni provinciali fissate per il prossimo 28 marzo 2026.
Sul primo punto, occorre rassicurare i cittadini, senza inutili allarmismi: qualora il consiglio comunale dovesse essere sciolto, tutte le procedure amministrative continuerebbero tranquillamente il loro iter anche con la nomina del Commissario prefettizio fino allo svolgimento delle nuove elezioni. Questo significa che le opere già programmate e avviate non subiranno interruzioni e potranno proseguire regolarmente. Le istituzioni, infatti, garantiscono continuità amministrativa indipendentemente dalle vicende politiche. La macchina non si ferma e i progetti finanziati e correttamente istruiti seguono il loro corso nel rispetto delle norme. D’altronde, in questo settore, è noto che la competenza resta in capo ai dirigenti senza interferenze della parte politica. O così dovrebbe essere.
È però altrettanto doveroso aprire una riflessione più ampia sull’operato degli ultimi tre anni e mezzo. In questo arco temporale, il Comune ha perso importanti opportunità di finanziamento che avrebbero potuto tradursi in interventi concreti per la città. Occasioni che, se intercettate con maggiore tempestività e capacità progettuale, avrebbero potuto dare un impulso significativo allo sviluppo del territorio. Non si tratta di alimentare polemiche sterili, ma di prendere atto di dati oggettivi: quando un ente non riesce a rispettare scadenze, a presentare progetti competitivi o a completare correttamente le procedure richieste, il rischio di perdere finanziamenti diventa concreto. E ogni finanziamento perso rappresenta un’occasione mancata di crescita per la comunità.
Per quanto riguarda le elezioni provinciali, è forse utile ricordare che il centrodestra catanzarese può contare attualmente su un solo rappresentante, che, tra l’altro, è stato uno dei primi ad aver sottoscritto il documento presso il notaio. È evidente, quindi, che quando si tratta di tutelare gli interessi del capoluogo e dei suoi cittadini, dopo anni di malgoverno della Città, la responsabilità politica ricade principalmente sui suoi amministratori che devono prendere atto delle innegabili anomalie e del fallimento dell’amministrazione Fiorita.
Non vedo, pertanto, comprensibili ragioni per alimentare allarmismi o paure. Al contrario, questo può essere un momento decisivo per ristabilire chiarezza negli schieramenti, trasparenza nelle scelte e una seria programmazione. Catanzaro ha la forza istituzionale e amministrativa per andare avanti, ma ha anche bisogno di una guida autorevole, che sappia offrire una convincente visione del futuro della Città, capace di non perdere ulteriori occasioni e di valorizzare ogni opportunità di finanziamenti disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo.
In quest’ottica si inserisce anche il tema del futuro candidato sindaco del centrodestra. È fondamentale che le forze politiche dell’area trovino, con senso di responsabilità, un nome condiviso, capace di unire e non di dividere. Le competenze e le esperienze non mancano, di figure valide ce ne sono a bizzeffe, non occorre cercare papi stranieri che, in passato, come è noto non hanno portato risultati positivi. Per questo motivo, oggi non serve una corsa alle ambizioni personali, né una competizione interna che rischierebbe di indebolire il progetto politico. Serve, invece, uno scatto di maturità collettiva. Bisogna mettere al centro esclusivamente il bene comune, l’interesse di Catanzaro e il futuro del capoluogo.
Chi sarà scelto dovrà rappresentare una sintesi alta, capace di parlare a tutta la Città, di coinvolgere le energie migliori e di costruire una squadra all’altezza delle sfide che ci attendono. L’obiettivo non deve essere quello di vincere solo per la propria parte politica, ma di vincere per l’intera comunità, cercando di evitare il settarismo degli attuali, precari governanti che hanno utilizzato il centrodestra cittadino a loro piacimento, per mantenere posizioni di potere prive del necessario consenso popolare.




