
Oggi Catanzaro si scopre più fragile e più povera. Con la scomparsa dell'architetto Walter Fratto, la città non perde soltanto un professionista stimato, ma una delle sue anime più lucide, coraggiose e innamorate.
Walter non ha semplicemente "abitato" Catanzaro; l'ha scrutata, difesa e sognata con la profondità di un intellettuale libero. Per lui, l'architettura non era solo una questione di forme e volumi, ma un atto d'amore verso la propria terra e un dovere morale verso le generazioni future. È stato l'uomo della visione, capace di guardare oltre l'orizzonte del presente per immaginare una città più armoniosa, umana e rispettosa della sua storia.
Lo ricordiamo come la sentinella instancabile della nostra identità urbana. Con un rigore morale che non conosceva sconti e una passione che ardeva in ogni sua parola, Walter ha vestito i panni del difensore solitario dell'ambiente e del paesaggio. Non ha mai avuto paura di restare solo nelle sue battaglie civili: ha denunciato con fermezza le ferite inferte al territorio, si è opposto con fierezza alle speculazioni e ha lottato contro quella miopia amministrativa che troppo spesso ha ignorato la bellezza del nostro patrimonio naturale.
C'è un vuoto incolmabile, oggi, tra le strade della sua Catanzaro. Ci mancheranno la sua competenza enciclopedica, il suo garbo antico e quella capacità rara di trasformare la critica in un atto di cura e di speranza.
A noi resta il compito più difficile e nobile: onorare il suo esempio, non permettendo che le sue battaglie cadano nel silenzio e continuando a guardare la nostra città con gli stessi occhi appassionati e protettivi con cui l'ha guardata lui fino all'ultimo giorno.
Buon viaggio, Walter. Catanzaro ti ringrazia per averne custodito l'anima.




