
Bruno Gallo – Presidente del movimento politico “NUOVA GENESI”
Nei giorni scorsi nella sala concerti del Comune di Catanzaro ho assistito alla presentazione
ufficiale del nuovo portale turistico “visit.catanzaro”. A illustrarne i contenuti sono stati l’assessore
al turismo Vincenzo Costantino, il sindaco Nicola Fiorita e tutte le figure che hanno preso parte al
progetto. Un momento che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nella promozione
dell’immagine della città e del suo territorio, ma che, a una lettura attenta del portale, lascia spazio a
più di una perplessità.
Il tono dell’evento è stato entusiasta, quasi trionfalistico. Tuttavia, l’entusiasmo istituzionale si
scontra con una realtà digitale che appare fragile, incompleta e, per certi versi, deludente. Un
portale turistico non è una semplice vetrina: è il primo biglietto da visita per chi, da fuori, prova a
conoscere Catanzaro e la sua provincia. E proprio per questo dovrebbe essere costruito con estrema
cura, competenza e visione.
Uno dei problemi più evidenti riguarda la leggibilità. L’uso per i titoli di un font “cicciotto” mi ha
reso faticosa la consultazione dei contenuti, scoraggiando la lettura sin dai primi istanti. A questo si
aggiunge una gravissima carenza in termini di accessibilità in quanto il portale non sono riuscito ad
aprirlo dal mio smartphone ed ho potuto consultarlo dal mio PC, solo una volta giunto a casa. La
cosa mi risulta sia capitata anche ad altre persone! Una mancanza inaccettabile per uno strumento
che ambisce a intercettare un pubblico turistico ampio e diversificato, anche internazionale.
Una volta aperto ho provato a navigarci e la struttura dei contenuti è apparsa altrettanto
problematica. Non esistono sezioni dedicate e chiaramente riconoscibili, come ad esempio
“palazzi”, “chiese”, “musei”, ecc., ma al contrario, regna una confusione che rende difficile
orientarsi e reperire informazioni specifiche.
In questo contesto disordinato, colpisce anche la dicitura “Catanzaro Lido - 88100 Catanzaro - Cz”,
quasi che il quartiere Lido fosse considerato un’entità amministrativa a sé stante, piuttosto che parte
integrante della città.
Capitolo immagini: le fotografie utilizzate sono di scarsa qualità, con inquadrature discutibili e una
prospettiva sistematicamente distorta. Un danno enorme, se si considera che l’impatto visivo è uno
degli elementi fondamentali nella scelta di una destinazione turistica.
Ancora più grave è l’approssimazione con cui viene trattato il territorio provinciale.
Tra le località di mare della provincia di Catanzaro ho riscontrato la mancanza di tanti nomi
fondamentali della costa ionica catanzarese come Guardavalle Marina, Isca Marina, Roccelletta di
Borgia, Santa Caterina dello Ionio, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio e San Sostene Marina. Allo
stesso modo, sulla costa tirrenica catanzarese risultano assenti Falerna, Gizzeria e Marina di Nocera
Terinese. Un’omissione che non può essere liquidata come una semplice dimenticanza!
Per le località montane la situazione è persino peggiore: sembra quasi che l’unico riferimento
esistente sia Villaggio Mancuso. Della Sila catanzarese, patrimonio naturalistico e identitario di
straordinario valore, non c’è praticamente traccia. Un vuoto che pesa come un macigno.
Non va meglio sul fronte gastronomico. La sezione dedicata al cibo appare povera e superficiale. Il
“morzello”, simbolo indiscusso della tradizione culinaria catanzarese, viene appena citato con una
descrizione minima, priva di storia, di contesto e persino della ricetta. Di fatto, più che un
approfondimento culturale, sembra (o forse è) solo spudorata pubblicità a un singolo locale, mentre
in realtà sono diversi i posti dove lo si può gustare!
Tutto questo diventa ancora più difficile da comprendere se si guarda a quanto accaduto appena un
anno prima, quando nella stessa sala concerti e sempre alla presenza del sindaco, veniva presentata
la Guida Turistica di Catanzaro in formato cartaceo, realizzata dall’editore Pino Ruggiu.
Un prodotto accolto con grande favore (il sindaco ne ha anche curato la prefazione!) apprezzato sia
per la completezza delle informazioni sia per la qualità grafica, grazie a una chiara suddivisione in
sezioni che rendeva semplice e immediata la consultazione.
La domanda che mi pongo, allora, sorge spontanea e legittima: perché non si è pensato di trasferire
e valorizzare quel materiale già pronto, solido e collaudato, adattandolo a un portale digitale
moderno ed efficiente? Perché, invece, si è scelto di costruire da zero un prodotto raffazzonato e
visibilmente inferiore per qualità e contenuti? E, soprattutto, perché non si è ritenuto opportuno
coinvolgere e premiare l’editore Pino Ruggiu di quella guida, riconoscendone il lavoro e
integrandolo nel progetto del portale?
Resto in attesa di una esaudiente quanto convincente risposta.
Queste non sono critiche sterili, ma rimostranze che nascono dall’amore per la città e dal desiderio
di vederla finalmente raccontata in modo degno della sua storia, del suo territorio e delle sue
potenzialità. Catanzaro merita una promozione turistica all’altezza. E per ottenerla servono meno
annunci e più qualità, meno improvvisazione e più rispetto per il lavoro già ben fatto.
Bruno Gallo – Presidente del movimento politico “NUOVA GENESI”




