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Presentato, a San Floro, GranCalà, il progetto di ricerca scientifica che unisce mondo accademico e imprendi

16/12/2025 15:23

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NOTIZIE, Cultura & Istruzione,

Presentato, a San Floro, GranCalà, il progetto di ricerca scientifica che unisce mondo accademico e imprenditoriale per valorizzare i grani antichi calabresi

Unical e Università Cattolica studiano i grani antichi MulinumPresentato, a San Floro, GranCalà, il progetto di ricerca scientifica che unisce mondo a

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Unical e Università Cattolica studiano i grani antichi Mulinum

Presentato, a San Floro, GranCalà, il progetto di ricerca scientifica che unisce mondo accademico

e imprenditoriale per valorizzare i grani antichi calabresi

«È in atto un’invasione da parte delle multinazionali del settore alimentare: stanno riempiendo le
dispense di noi italiani, inventori della Dieta Mediterranea, con prodotti ultraprocessati, devastanti
per la salute dell’uomo. Per tale motivo è urgente tutelare e diffondere anche tra i bambini una
cultura alimentare che richiama la tradizione, basata sui prodotti della terra, come verdure, frutta,
olio, pane»: condividendo questa consapevolezza, Maria Cristina Mele, docente di Scienze
Tecniche Dietetiche Applicate presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore
dell’Unità Operativa Complessa “Nutrizione Clinica” della Fondazione Policlinico A. Gemelli
IRCCS, lunedì 15 dicembre, ha aperto la conferenza stampa di presentazione di GranCalà (Grani
Antichi Calabria), progetto di ricerca scientifica che mira a valorizzare le varietà di grani antichi
calabresi per la tutela della salute e della sostenibilità ambientale.
La docente universitaria è intervenuta in qualità di consulente del progetto promosso dall’azienda
agricola Mulinum – che, tra l’altro, ha ospitato l’evento nella sua sede di San Floro – e
dall’Università della Calabria, con il finanziamento della Regione Calabria nell’ambito del PR
Calabria FESR 2021-2027 Priorità 1 Azione 1.1.1 - Avviso Pubblico “Sostegno a progetti di attività
di ricerca, sviluppo e innovazione, anche in collaborazione con organismi di ricerca, nelle Aree e
nelle traiettorie prioritarie della S3”.
Si tratta di una rete virtuosa che mette insieme eccellenze imprenditoriali, accademiche e
scientifiche per analizzare i grani antichi calabresi, in particolar modo un prelibato prodotto derivato
quale è il pane di segale calabrese, varietà Iermano.
A illustrare l’origine della ricerca scientifica che avrà una durata di due anni, durante l’incontro
moderato da Franco Laratta, direttore di La C News, è stata Maria Stefania Sinicropi, docente di
Chimica Farmaceutica presso l’Unical e responsabile scientifico del progetto. «La crescente
esigenza di una migliore qualità nutrizionale e di una maggiore sostenibilità nel settore
agroalimentare ha portato alla rivalutazione di preziose varietà di grani antichi. Sulla base dei
risultati di analisi preliminari già avviate da oltre un anno sui grani antichi coltivati e macinati da
Mulinum, che ne evidenziano proprietà salutistiche importanti per la prevenzione e il trattamento di
patologie croniche degenerative, insieme al mio team di ricercatori, tra cui Eva Scarcelli,

beneficiaria della borsa di dottorato co-finanziata da Mulinum, abbiamo avviato questo progetto che
si concentra sullo studio scientifico con analisi delle proprietà nutraceutiche e reologiche delle
farine di grani antichi e del pane Mulinum, sull’ottimizzazione della produzione e della strategia di
commercializzazione» ha dichiarato.
Alla fase di ricerca in laboratorio seguirà un trial pilota, condotto dalla Fondazione Policlinico A.
Gemelli IRCCS, che, grazie all’esperienza della docente Mele validata da numerose pubblicazioni
scientifiche internazionali sul tema, somministrerà il pane Mulinum a pazienti con problemi
gastrointestinali (il 20-40% degli italiani soffre della Sindrome dell’intestino irritabile) per
valutarne l’impatto sui sintomi e sulla composizione del microbiota intestinale.
La società InOne Network, in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria meccanica
dell’Unical, invece, si occuperà dell’ottimizzazione di ogni fase produttiva per garantire una qualità
realmente sostenibile e rendere la filiera tracciata e sicura. «Il nostro obiettivo sarà rendere
Mulinum smart, a impatto zero» ha affermato il referente Natale Arcuri, docente di Fisica Tecnica
Ambientale.
Presenti anche le referenti della Farmacia Magna Grecia di Crotone, Gloria Marini e Anna Gigliotti,
che si sono dichiarate fiere di collaborare con questo team di ricerca. «Attendiamo i risultati della
ricerca scientifica per poi svolgere il nostro ruolo di mediatori tra ricerca e consumatore finale:
mostreremo ai nostri clienti-pazienti come il pane può essere un farmaco naturale» hanno
commentato.
Altrettanto soddisfatto Stefano Caccavari, fondatore di Mulinum nonché capofila di GranCalà, che
ha ribadito l’importanza di fare rete per assicurare prodotti di qualità: «In un mercato nazionale
dove sette pani su dieci sono realizzati con farine estere a basso costo e alto impatto ambientale,
grazie al sostegno del mondo scientifico, puntiamo a garantire prodotti che possano fare la
differenza nella quotidianità dei consumatori, da troppo tempo esposti a farine di dubbia
provenienza. Un problema che miriamo a risolvere mediante la creazione di un futuro consorzio di
tutela del vero pane di segale calabrese Iermano, da noi già prodotto e distribuito da anni in tutta
Italia».
Una mission acclamata e sostenuta anche da Antonio Mazzei, dirigente di Fincalabra, e
dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo che ha definito questo progetto «un modello
virtuoso di approfondimento nutraceutico che, attraverso l’innovazione scientifica e tecnologica,
permette di far apprezzare i prodotti calabresi, in questo caso il pane di segale Iermano, non solo per
la bontà, ma anche per la capacità preventiva e protettiva per l'organismo».