
Nel panorama musicale contemporaneo, dove la tecnica incontra la sensibilità artistica e l’esperienza di palco si intreccia con la dimensione didattica, emergono figure capaci di incarnare entrambe le anime con naturalezza. Tra questi musicisti c’è chi ha iniziato a respirare musica sin dall’infanzia, trasformando una passione domestica in un percorso professionale fatto di studio, disciplina e incontri determinanti. In questa intervista esploriamo la storia, le influenze e la visione di un batterista Giuseppe Fiorita che, tra accademie, palchi internazionali e attività didattica, continua a costruire quotidianamente il proprio cammino artistico.
Hai iniziato a suonare la batteria molto giovane: quali sono stati i momenti o le persone che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso musicale fino ad oggi?
Ho iniziato a suonare la batteria grazie a mio padre, che è sempre stato batterista. In casa la musica era una presenza costante: la si respirava ogni giorno, e crescendo quell’atmosfera è diventata per me una sorta di linguaggio naturale. La passione è nata quasi senza che me ne accorgessi, come un filo che mi legava a ciò che avevo sempre vissuto. Un ruolo decisivo nel mio percorso l’ha avuto il maestro Davide Calabretta. Non è stato semplicemente un insegnante: è stato una guida, sia dal punto di vista musicale che umano. Con lui ho iniziato a studiare seriamente, ad acquisire metodo, rigore e consapevolezza. Molto di ciò che so oggi affonda le radici proprio in quegli anni. Nel tempo mi sono formato attraverso accademie, conservatori e masterclass, fino a ottenere un attestato significativo con le Scuderie Capitani.
Dal punto di vista artistico, ho sempre guardato con grande ammirazione a batteristi come Dave Weckl, Eric Moore e Semon Philis, che hanno influenzato profondamente il mio stile e il mio modo di vivere lo strumento.
Insegni in un’accademia: come riesci a bilanciare il tuo ruolo di docente con quello di musicista attivo, e cosa cerchi di trasmettere ai tuoi studenti oltre alla tecnica?
Per me insegnare e suonare non sono due attività distinte, ma parti di un unico percorso. Il palco mi offre esperienza, stimoli e idee nuove da portare in aula; l’insegnamento, invece, mi obbliga a rinnovarmi costantemente, a mantenere una mente elastica e una preparazione solida.
Con i miei studenti cerco di lavorare non solo sulla tecnica, ma sulla mentalità: costanza, umiltà, rispetto per lo strumento e per se stessi. Ogni allievo ha il proprio ritmo, la propria sensibilità, e ritengo fondamentale comprendere prima la persona, poi il musicista.
Mi impegno a creare un ambiente sereno, in cui ciascuno possa sentirsi libero di crescere senza pressioni, ma con l’entusiasmo di migliorarsi ogni giorno.
Hai avuto un’esperienza importante suonando in crociera: in che modo questo contesto particolare ha arricchito il tuo stile e la tua visione del mestiere?
La crociera è stata una delle esperienze più intense e formative della mia vita. Suonare quotidianamente ti impone un livello di disciplina altissimo: devi essere puntuale, preparato e capace di adattarti a qualunque situazione musicale.La ricchezza più grande, però, è stata la possibilità di lavorare con musicisti provenienti da tutto il mondo. Ogni cultura porta con sé un modo diverso di concepire e vivere la musica, e questo confronto ha allargato enormemente il mio orizzonte artistico.
Vivere a bordo ti insegna disciplina, spirito di convivenza e rispetto reciproco. È un’esperienza che mi ha segnato sia umanamente che professionalmente, e che ancora oggi influisce sul mio modo di lavorare e di vivere lo strumento.
Guardando al futuro, quali progetti o collaborazioni ti piacerebbe sviluppare per continuare a crescere come artista e come insegnante?
Il mio obiettivo è continuare a crescere, come musicista e come docente. Voglio affinare sempre di più il mio stile, il mio suono, la mia musicalità. Dal punto di vista didattico mi interessa molto ampliare l’attività online, per poter seguire anche studenti che non vivono nella mia zona. Parallelamente sto lavorando sulla mia dimensione più imprenditoriale, alla ricerca di nuove idee e collaborazioni che possano unire musica, formazione e opportunità professionali. Il mio percorso è in continua evoluzione: voglio costruirlo passo dopo passo, con studio, passione e una forte volontà di fare. Vorrei rivolgere un messaggio a chi ama la musica: non lasciatevi frenare dalle difficoltà. Suonare richiede disciplina, costanza e giornate in cui sembra che nulla funzioni… ma è proprio in quei momenti che si cresce davvero.
Coltivate la vostra passione con umiltà e pazienza, credete in voi stessi e circondatevi di persone che sappiano spronarvi e ispirarvi. Il resto arriva con il tempo.




