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La mostra “Mediterraneo – Trasparenze tra storie e miti” dell’artista Silvio Vigliaturo dà il via al

28/10/2025 15:36

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RUBRICHE, Arte e artisti,

La mostra “Mediterraneo – Trasparenze tra storie e miti” dell’artista Silvio Vigliaturo dà il via al calendario di eventi promossi dal Premio Carlino d’Argento a Catanzaro

L’esposizione delle opere del noto esponente della vetro-fusione è stata inaugurata il 24 ottobre,presso il Complesso monumentale San Giovanni. Qui si

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L’esposizione delle opere del noto esponente della vetro-fusione è stata inaugurata il 24 ottobre,
presso il Complesso monumentale San Giovanni. Qui si è tenuta anche la conferenza stampa di

presentazione delle attività che precederanno il Gran Gala

Corpi mitologici, volti enigmatici, figure femminili emergono dal vetro come apparizioni sospese
tra antico e presente, tra materia e spirito, tra dolore e bellezza. Si tratta delle opere che
compongono la mostra “Mediterraneo - Trasparenze tra storie e miti” dell’artista Silvio Vigliaturo,
inaugurata, venerdì 24 ottobre, alle ore 19, all’interno del Complesso monumentale San Giovanni, a
Catanzaro.
A dare il via agli eventi che condurranno verso la cerimonia di premiazione del Premio Carlino
d’Argento, che si terrà il 21 dicembre, non poteva che essere un’eccellenza calabrese, simbolo del
talento e della creatività, apprezzata a livello internazionale.
Grazie alla macchina organizzativa della manifestazione giunta all’ottava edizione, promossa
dall’omonima associazione con il patrocinio del Comune di Catanzaro, della Provincia di
Catanzaro, della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, della Camera della
moda artigiana calabrese, della Federazione Italiana Tradizioni Popolari e del Lions Club Catanzaro
Host, l’artista nato ad Acri e stabilitosi a Chieri, in Piemonte, dove pulsa il cuore della sua attività
creativa, ha fatto ritorno nella sua terra per impreziosire con la sua arte un luogo simbolo della città
di Catanzaro.
Tra i massimi esponenti della vetro-fusione, in grado di trasformare la materia e domare la forza
generatrice del fuoco, nei forni della sua bottega artistica, Vigliaturo dà vita a sculture fluide,
flessuose, lisce e trasparenti, in cui il magistrale uso del colore trova la sua estrema esaltazione.
I Generali, rappresentazione imponente e marziale dei guerrieri dei racconti epici di Omero, nella
loro esuberante e variopinta maestosità; le due coppie ancestrali della tradizione ebraico-cristiana,
Adamo ed Eva e Abramo e Sara, simbolo dell’essenza stessa del matrimonio come inscindibile

legame d’amore; Il grande nido in cui avviene una silenziosa, ma inevitabile, mescolanza di razze e
popoli per dare vita a una nuova cultura di insieme; le figure mitiche come Briseide, Elena e
Nausicaa che assumono una dimensione sospesa e universale tra fascino e pericolo; Mediterraneo,
in cui il fico d’india, capace di radicarsi nei terreni più aridi, simboleggia resistenza e vitalità: sono
soltanto alcune delle opere che si susseguono negli spazi espositivi.
«Questi miei lavori nascono dal dialogo silenzioso con il tempo, un ponte sottile tra lo spazio
dell’opera e il mio tempo interiore, tra l’istante che scivola e l’eternità che lo abbraccia. Attraverso
di essi, esploro territori sfuggenti, luoghi sospesi dove la spiritualità antica e l’alchimia del fare si
fondono, trasformando materia e colore in strumenti di meraviglia e disorientamento. Ogni figura,
ogni scheggia di vetro colorato, ogni sovrapposizione di segni custodisce una storia, un pensiero, un
mio respiro che si apre lentamente allo sguardo di chi osserva. Così, le opere diventano un corpo
vivo» spiega Vigliaturo descrivendo il suo Mediterraneo come «un orizzonte in continuo
movimento, popolato da presenze che trascendono il tempo. Qui convivono tracce di antiche civiltà,
luci che filtrano tra le pietre e il mare, mescolandosi a storie invisibili».
È proprio questo mare a ricordargli da dove proviene e a indicargli dove sta andando, come un
compagno silenzioso e fantasioso che gli fa strada. «Esporre nella mia terra d’origine – aggiunge –
ha un significato profondo: è un ritorno, un abbraccio con le radici, con la memoria dei luoghi che
hanno plasmato il mio sguardo e la mia visione».
Altrettanto entusiasta è Yves Catanzaro, presidente dell’associazione Premio Carlino d’Argento
ETS nonché promotore dell’evento, che afferma «organizzare questa mostra non è soltanto un
onore, ma una vera responsabilità culturale. Vigliaturo è un artista che ha saputo trasformare il vetro
– materia fragile e al tempo stesso resistente, antica e contemporanea – in un linguaggio universale,
capace di parlare a ciascuno di noi. Le sue opere sono visioni che attraversano il tempo, dove mito e
memoria si fondono con l’attualità, aprendo spazi di riflessione sulla condizione umana, sulle nostre
radici e sul nostro futuro».
Valorizzare le eccellenze calabresi, facendo emergere forze creative e morali che danno senso alla
comunità, è l’obiettivo di tutti gli eventi che ruotano attorno al Premio Carlino d’Argento.
Condiviso anche dal Comune di Catanzaro, rappresentato dall’assessore alla cultura, Donatella
Monteverdi, che si dichiara «fiera di sostenere un importante evento espositivo di arte
contemporanea negli ampi spazi del principale contenitore culturale del capoluogo di regione, in
grado di esaltare lo stile inconfondibile di un maestro d’arte figlio della nostra terra nonché di
valorizzare la vocazione autentica di Catanzaro, crocevia di storie e popoli che si affaccia sul
Mediterraneo».

La mostra “Mediterraneo – Trasparenze tra storie e miti”, visitabile gratuitamente sino al 7
dicembre, dal martedì al sabato, dalle ore 17 alle ore 20, presso il Complesso monumentale San
Giovanni, a Catanzaro, rappresenta un’occasione unica per esplorare il bagaglio di conoscenze e
contaminazioni del Maestro Vigliaturo, alimentato in anni di esperienze ad ogni latitudine, da New
York a Tokyo. Come illustra Antonella Bongarzone, curatrice della mostra, «ogni rifrazione diventa
un racconto, ogni scintillio un bagliore: il vetro stesso si trasforma in scrittura radiante, in segno
poetico che unisce antico e contemporaneo, nel simbolo tangibile di una bellezza che si rigenera
ogni volta che incontra la luce».