
Nel cuore del Rinascimento, mentre l’Italia celebrava il trionfo delle corti e delle capitali, una città del Sud combatteva per la propria sopravvivenza. Catanzaro, maestra e regina nella produzione di pregiati tessuti serici, famosa per la sua robustezza, conosciuta come “città fortezza indistruttibile”, avvezza all’uso delle armi, più volte assediata ma mai violata, nel 1528, affrontò il suo assedio più lungo e feroce, opponendosi con lucidità e tenacia a un esercito francese superiore per numero e mezzi.
Eppure, questa pagina è rimasta ai margini della Storia. Ignorata dai manuali, trascurata dagli accademici, dimenticata persino dai suoi eredi. Oggi, a cinquecento anni da quei giorni, un progetto culturale ambizioso — SANGUINIS EFFUSIONE. 1528. Di Cuore e di Spada — si propone di risvegliarne la memoria.
Un viaggio immersivo e cinematografico, che attraversa la narrazione storica, la ricostruzione cronologica, la riflessione razionale e il tormento sociale.
Nel cuore di una città che si strinse intorno ai suoi "capitani coraggiosi", che offrì loro il petto e uno scudo infrangibile con un solo obiettivo: respingere l'invasore.
E ci riuscì.
Ma la vittoria di Catanzaro non fu vera gloria: fu l’inizio di una nuova guerra, silenziosa e spietata, contro la carestia, l’epidemia, la fame: per la sopravvivenza.
Il progetto, ideato e gestito dall'Associazione Storica MIRABILIA, si articola in più livelli: editoria, cinematografia, rassegne, eventi, incontri, Tv. Testi, immagini, analisi, testimonianze, genealogie, e una serie di documentari visivi che restituiscono alla città il volto che la Storia le ha negato.
I primi contenuti video sono già disponibili sul canale YouTube @MIRABILIACATANZARO, dove prende forma la serie Mirabilia sull’Assedio: un racconto visivo potente, emozionale, rigoroso (https://youtu.be/yESFWpHlUwM).
Chi vuole partecipare a questa riscoperta può iniziare da qui. Perché la Storia non è fatta solo dai vincitori, né solo dalle capitali. È fatta anche da chi resiste, da chi ricorda, da chi decide che il silenzio non è più accettabile.
Catanzaro 1528 non è solo una memoria da custodire. È una verità da riscoprire.





