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L’AQUILA DEL 1528

23/10/2025 16:51

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NOTIZIE, Turismo & Territorio,

L’AQUILA DEL 1528

Il XVI secolo, anche noto come Rinascimento, fu, tra una statua e l’altra, tra l’una e l’altra poesia, un periodo di sangue per guerre politiche e di

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Il XVI secolo, anche noto come Rinascimento, fu, tra una statua e l’altra, tra l’una e l’altra poesia, un periodo di sangue per guerre politiche e di religione, che, per farla breve, videro un decennale conflitto tra la Francia e il complesso di domini, a vario titolo, di Carlo d’Asburgo, dal 1519 l’imperatore Carlo V. Citiamo, senza approfondire, le battaglie di Fornovo, Novara, Agnadello, Ravenna, Pavia; e l’orrendo sacco di Roma… Troviamo sui libri di testo l’assedio di Firenze; mentre è raro anche solo un cenno all’assedio di Catanzaro del 1528. La colpa, come per tutto il resto, è nostra, nel senso della cultura calabrese, la quale ha trascurato l’avvenimento, e ciò fin dai contemporanei e di poco posteriori, i quali non appaiono molto emozionati. Lo sono moltissimo di meno i loro lontani discendenti di questo ormai declinante 2025, con eccezioni di don Michele Fontana con il romanzo “Sanguinis effusione”, e delle intenzioni di associazioni come Mirabilia. Nulla, alla data di oggi, ci giunge dal Comune, nulla dalla Provincia, nulla di nulla dalla Regione; e nullissimissimo dalla Facoltà di lettere, corso di storia dell’Unical; e dagli intellettuali detto in generale, genia lacrimosa e specializzata nel piagnisteo!

Da notare che la città di Pavia ha celebrato, e continua, la battaglia del 1525… di cui Pavia fu appena appena spettatrice; mentre Catanzaro non solo vinse e contrattaccò, fatti già notevoli e degni di racconto e di un film; ma, la cosa cui chi scrive attribuisce la massima rilevanza, fu consapevole protagonista, non “subendo” l’attacco francese, bensì provocandolo con una decisione di natura politica. E non è qui luogo per esporre tutti i particolari.

Per adeguatamente commemorare un tale avvenimento, Catanzaro è già in grave ritardo; salvo a non iniziare fin d’ora un’accelerazione di recupero. Commemorare, non contentarsi del solito convegno con più relatori che pubblico; e non oso pensare alla pesantezza delle relazioni!

Risponderà mai qualcuno?

 

di Ulderico Nisticò